
Razionale
In Italia, il dolore cronico rappresenta una condizione ad alta prevalenza e ad elevato impatto sanitario, sociale ed economico, interessando una quota rilevante della popolazione adulta e anziana. Accanto al dolore cronico, la febbre costituisce una delle principali cause di consultazione medica, accesso al consiglio del farmacista e ricorso all’automedicazione.
La Legge 38/2010 ha rappresentato un passaggio fondamentale nel riconoscimento del diritto di accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative. Tuttavia, la sfida attuale non riguarda soltanto l’accesso ai percorsi di cura, ma soprattutto la qualità, la sicurezza e l’appropriatezza della presa in carico, in particolare in una popolazione progressivamente più anziana, fragile, polipatologica e spesso esposta a trattamenti multipli.
La riforma dell’assistenza territoriale prevista dal DM 77/2022 ridefinisce il baricentro della gestione dei bisogni assistenziali di prossimità, valorizzando il ruolo delle Case della Comunità, delle Aggregazioni Funzionali Territoriali e della medicina generale. In questo scenario, il Medico di Medicina Generale e il farmacista di comunità assumono una funzione centrale come primi presìdi di intercettazione, orientamento ed educazione del cittadino.
Nel dolore cronico non oncologico lieve-moderato e nella gestione della febbre, l’appropriatezza non può essere intesa come semplice risposta sintomatica. Deve invece fondarsi su una valutazione complessiva del paziente, del livello di fragilità, delle comorbidità, del rischio clinico, della durata del disturbo e della necessità di un corretto follow-up. La scelta del percorso più adeguato richiede quindi un approccio personalizzato, prudente e coerente con il profilo individuale della persona.
L’utilizzo non appropriato, ripetuto o prolungato di trattamenti sintomatici può determinare un aumento del rischio di eventi avversi, interazioni, complicanze e accessi impropri ai servizi sanitari, con particolare rilevanza nei pazienti anziani, fragili o in politerapia.
Per questo motivo, la gestione della febbre e del dolore lieve-moderato deve essere inserita in una logica di governo clinico, educazione sanitaria e prevenzione del rischio evitabile.
L’appropriatezza rappresenta quindi un tema clinico, organizzativo ed economico. Eventi avversi prevenibili, percorsi non coerenti con il bisogno reale del paziente, accessi impropri, indagini diagnostiche e ricoveri evitabili generano un impatto rilevante sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e sull’organizzazione dei servizi territoriali e ospedalieri.
Per queste ragioni, la governance dell’appropriatezza nella gestione della febbre e del dolore cronico non oncologico lieve-moderato richiede un modello condiviso tra medicina generale, farmacia di comunità, specialisti, servizi territoriali, decisori regionali e istituzioni sanitarie. L’obiettivo è costruire un percorso capace di intercettare precocemente il bisogno, orientare correttamente il cittadino, ridurre i rischi evitabili, promuovere un uso responsabile delle risorse e rafforzare l’integrazione tra professionisti.
In coerenza con questa visione, Motore Sanità promuove per il biennio 2026-2027 un percorso di confronto articolato in due tappe interregionali — Milano per il Centro-Nord e Napoli per il Centro-Sud — che culminerà in un evento nazionale a Roma. L’iniziativa mira a favorire la definizione di un modello condiviso di governance dell’appropriatezza nella gestione della febbre e del dolore cronico non oncologico lieve-moderato, valorizzando il ruolo della medicina territoriale, della farmacia di comunità e delle reti assistenziali regionali.
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