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Interstiziopatie polmonari: “Al via la Road Map per valutare i modelli organizzativi regionali e garantire uniforme accesso a livello nazionale”

1 luglio 2021 – Le interstiziopatie polmonari sono malattie rare dell’apparato respiratorio, a complessa gestione. La prevalenza della sola Fibrosi Polmonare Idiopatica (IPF) in Italia è di circa 15.000 pazienti. I centri dedicati alla cura di questa patologia in Italia sono 107, di cui 30 segue circa il 70% dei pazienti, con carico di lavoro oneroso e gravoso. L’approccio alla gestione di questi pazienti da parte delle Regioni è sempre più quello a rete regionale con sistemi ‘Hub & Spoke’. I Centri regionali sono gravati spesso da liste d’attesa di 6-8 mesi e per questo sarebbe necessario un ammodernamento del modello organizzativo a gestione multidisciplinare. Oggi, alcune di queste patologie sono state riconosciute nei LEA, ed è importante che sia garantita uniformità di accesso alle cure sul territorio Nazionale a tutti i pazienti. Con l’obiettivo di far confrontare tutti gli stakeholders a livello regionale impegnati nella cura di questa patologia, per implementare modelli gestionali e organizzativi, con al centro il paziente, Motore Sanità ha organizzato il webinar ‘INTERSTIZIOPATIE POLMONARI: FOCUS CAMPANIA’, quinto di 9 appuntamenti a livello regionale, realizzati grazie al contributo incondizionato di Boehringer Ingelheim. 

“Da sempre le patologie interstiziali polmonari rappresentano una vera e propria sfida sia in ambito diagnostico sia terapeutico ed in questo contesto un ruolo chiave è svolto dal team multidisciplinare. Un rafforzamento quindi della collaborazione specialistica ed un approccio multidisciplinare sono necessari per garantire al paziente il miglior iter diagnostico e terapeutico. È inoltre importante per questi pazienti avere una diagnosi precoce, poiché una terapia corretta è in grado di arrestare l’evoluzione del danno polmonare. Determinante quindi risulta il coinvolgimento del MMG al fine di intercettare i pazienti precocemente e di conseguenza ritardare il decorso della patologia. La Regione Campania guarda a nuovi processi di sviluppo e di potenziamento dell’assistenza territoriale lavorando anche insieme alle Associazioni dei pazienti che rappresentano lo strumento per la raccolta dei bisogni ma anche l’opportunità per arrivare a soluzioni condivise sostenibili. Un approccio quindi che deve essere sempre più interdisciplinare ed anche interconnesso con un potenziamento del percorso di digitalizzazione finalizzato alla realizzazione di una sanità di prossimità attraverso piani di cura personalizzati e cure a distanza (telemedicina)”, ha dichiarato Ugo Trama, Responsabile Area Farmaci e Dispositivi Medici Regione Campania

“Le interstiziopatie polmonari sono un gruppo ampio (si contano più di 200 entità) di patologie, alcune molto rare, dovute a lesioni del tessuto di rivestimento degli alveoli polmonari, ovvero l’impalcatura di sostegno del polmone. Seppur rare, nel loro insieme rappresentano una massa critica importante, ovvero la causa più frequente di malattie polmonari croniche non ostruttive del polmone (circa il 15-20%). Sono patologie croniche, progressivamente invalidanti, che richiedono una attenzione peculiare dal sospetto, alla diagnosi, alla presa in carico multidisciplinare. In Regione Campania stiamo lavorando sui percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA), e considerata l’importanza di tali patologie dal punto di vista epidemiologico e sanitario, abbiamo dedicato uno dei tavoli di lavoro al percorso della fibrosi polmonare idiopatica (IPF). Il lavoro ha richiesto l’impegno di esperti multidisciplinari (in primis pneumologi, ma anche figure specialistiche diverse quali reumatologi, internisti, cardiologi, radiologi), e la condivisione di percorsi che comprendono la interazione ospedale-territorio e presa in carico territoriale, oltre che percorsi per la fase end stage (es. trapianto polmone). Ad inizio 2022, avremo i primi dati di monitoraggio basati sugli indicatori identificati, e capiremo se il percorso funziona globalmente o nelle singole parti, e se esistono specifiche problematiche su cui lavorare”, ha spiegato Giuseppe Limongelli, Professore Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali Università della Campania Luigi Vanvitelli – U.O. Malattie Rare Cardiovascolari Monaldi – AORN Ospedali dei Colli Responsabile Centro di Coordinamento malattie Rare Regione Campania

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