
Razionale
L’emicrania rappresenta una delle patologie neurologiche più diffuse e disabilitanti a livello mondiale, con una prevalenza in Italia pari all’11% della popolazione (oltre 6,5 milioni di persone). Le ricadute sono significative non solo in termini di qualità di vita, ma anche di produttività: la malattia è infatti responsabile del 5,6% di tutti gli anni vissuti con disabilità (YLDs) ed è la prima causa di disabilità tra i 15 e i 49 anni. L’impatto economico complessivo stimato supera i 3,5 miliardi di euro l’anno, con costi diretti e indiretti (perdita di produttività) che per la forma cronica possono raggiungere i 13.000 euro per paziente, cinque volte superiori rispetto alla forma episodica.
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha rivoluzionato la comprensione e la gestione dell’emicrania, portando all’introduzione di nuove terapie mirate e all’elaborazione delle prime Linee Guida internazionali condivise SISC–IHS, che forniscono criteri rigorosi per un approccio terapeutico evidence-based.
Nonostante i progressi clinici, persistono criticità organizzative e disomogeneità territoriali nella presa in carico dei pazienti, aggravate dalla limitata prescrivibilità dei nuovi farmaci ai Centri Cefalee e dalla difficoltà del paziente ad afferire a questi centri in modo tempestivo. Il modello assistenziale italiano, articolato su tre livelli di complessità, necessita di una revisione per garantire percorsi diagnostico-terapeutici uniformi, tempestivi e sostenibili, integrandosi anche con quanto previsto dal DM77 e ricomprendere tutti i livelli di assistenza, così come è fondamentale che l’emicrania rientri tra le patologie croniche di rilevanza nazionale e nei LEA.
Il riconoscimento dell’emicrania come “malattia sociale” (Legge 81/2020) e i successivi interventi normativi, come il Decreto del 23 marzo 2023, rappresentano passi fondamentali ma ancora insufficienti per una reale equità di accesso alle cure.
Il percorso promosso da Motore Sanità intende offrire un confronto tra istituzioni, società scientifiche, professionisti e decisori regionali e nazionali per individuare, modelli organizzativi innovativi, sostenibili, condivisi e centrati sul paziente; misurare dati aggiornati utili a stimare l’impatto economico dell’inserimento stabile dell’emicrania nei LEA e nel Piano Nazionale Cronicità, garantendo equità di accesso, appropriatezza terapeutica e sostenibilità economica, a beneficio dei pazienti e dell’intero sistema sanitario, valutare la proposta di rifinanziamento del fondo per progetti regionali dedicati all’emicrania e indicatori di risultato da misurare.
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